24 marzo 2011

Uomini e ossa


Bill Bass, Jon Jefferson
Traduzione di Dario Leccacorvi
Nord
2008

Nel 1980 nasce a Knoxville, nel Tennessee, su una manciata di acri di terra piena di ciarpame, l’Anthropology Reserach Facility, noto come la Fabbrica dei Corpi. All’interno, al sicuro dai predatori, vengono collocati cadaveri umani per registrare e documentare lo sviluppo e i tempi della decomposizione nell’arco di un intervallo postmortem. Il primo cadavere a scopo di ricerca varca i cancelli della Fabbrica nel maggio 1981 e per salvaguardarne l’anonimato viene stabilito un sistema di numerazione che fa riferimento ai cadaveri attraverso codici numerici invece che nomi. Così quel primo cadavere diventa 1-81, seguito dal 2-81 e via discorrendo. Fautore di questo progetto è il dottor Bill Bass, antropologo forense che, grazie all’esperienza pionieristica della Fabbrica dei Corpi, è riuscito a risolvere casi di omicidio in cui polizia e FBI brancolavano nel buio. Casi come quello dell’omicidio di Leoma Patterson e del viceprocuratore distrettuale Ted Barnett, o casi eclatanti come quello del disastro aereo del 3 febbraio 1959, in cui morirono Buddy Holly, noto per la canzone “That’ll be that day”, Ritchie Valens, voce della canzone “La bamba”, e J.P Richardson Jr. detto il “Big Bopper”. Con l’avvento della tecnologie le scienze forensi hanno subito un incremento di successi dovuti, ad esempio, alla maggiore conoscenza del DNA umano o ai programmi di ricostruzione facciale che permettono di riconoscere il volto di un teschio; ma se l’antropologia forense ha subito una massiccia evoluzione lo dobbiamo soprattutto agli studi del dottor Bass e agli esperimenti della Fabbrica dei corpi…
Era il 1994 quando Patricia Cornwell pubblicava La fabbrica dei corpi, romanzo in cui la detective italo-americana Kay Scarpetta si avvaleva dell’aiuto dell’istituto che studia la decomposizione dei cadaveri. Ebbene, quell’istituto esiste realmente ed è frutto del lavoro dell’antropologo forense Bill Bass, il quale, insieme a Jon Jefferson, giornalista, divulgatore scientifico e documentarista, aveva aperto le porte della Fabbrica nel saggio La vera fabbrica dei corpi; i due, tra l’altro, sono coautori con lo pseudonimo di Jefferson Bass di una serie di romanzi thriller che si muovono sullo sfondo della Fabbrica dei corpi e hanno come protagonista l’antropologo forense Bill Brockton, personaggio che rappresenta l’alter-ego di Bill Bass. In Uomini e ossa Bass e Jefferson ripercorrono l’epopea della Fabbrica dei corpi e descrivono i casi in cui l’antropologo forense è stato chiamato a mettere in campo la sua competenza. Il saggio è arricchito dall’ormai consueta appendice con lo schema dello scheletro umano, con un apparato fotografico che proviene direttamente dall’archivio del dottor Bass e un glossario di termini tecnici, fondamentali per orientarsi in un universo fatto di uomini e ossa… e sangue.

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