05 maggio 2011

Y pla (La peste)


Wiliam Owen Roberts
Traduzione di Andrea Bianchi, Silvana Siviero
MobyDick
2006

Il Cairo, 1347. Salah Ibn Khatib è un giovane studente della Madrasa che si appresta a compiere il suo primo Hajj: il pellegrinaggio alla Mecca. Un giorno viene raggiunto dallo zio Ahmad al Khatib, latore di una triste notizia: il padre di Salah è molto malato e sta per morire. Sul letto di morte l’anziano uomo ordina al figlio di recarsi in Europa per uccidere Filippo di Valois, re di Francia, l’uomo che in battaglia ha ucciso il nonno di Salah durante una crociata. Alla fine del settembre 1347 il ragazzo lascia l’Egitto, culla della sua infanzia, dei suoi ricordi e della sua amata religione, e si imbarca su una nave alla volta dell’Europa. Un viaggio che dal Mar Nero lo porterà fino al villaggio gallese di Dolbenmaen, dove cova il germe dell’abolizione dei legami feudali che stanno mettendo in ginocchio gli abitanti. Ma Salah, giunto nel continente europeo con la missione di uccidere, non sa che proprio la sua nave ha portato con sé un assassino ben più pericoloso di lui: la peste…
Un calderone di personaggi in un periodo storico definito e fondamentale nella storia europea, Y Pla (La peste) è il secondo romanzo – pubblicato nel 1987 – di Wiliam Owen Roberts (sì, proprio con una sola l), scrittore gallese, autore di sceneggiati radiofonici, soap opera televisive e commedie. Siamo nel triennio 1347- 1350. Anni cruciali per un Europa ancora inchiodata al mondo feudale e vittima di un evento che causerà la morte di circa un terzo della popolazione: la peste nera, il cui avvento provocò una mutazione radicale nella società medievale. Le gravissime perdite umane provocarono, infatti, una ristrutturazione della società che portò pian piano al crollo dei valori del medioevo, segnando di fatto un preludio all’evo moderno. Un avvenimento che venne immortalato, tra il 1349 e il 1351, dall’eterno Decameron di Giovanni Boccaccio, in cui la brigata di sette uomini e tre donne si spostava in campagna per sfuggire alla peste nera che imperversava a Firenze. Proprio l’opera dell’autore fiorentino sembra rappresentare un modello fondamentale per la stesura di Y Pla (La peste), romanzo che narra lo svolgersi di due viaggi: quello di Salah Ibn Khatib verso il compimento della sua missione, e quello della peste verso il continente europeo e verso il piccolo villaggio gallese di Dolbenmaen, per il quale l’avvento del pestilenziale morbo rappresenterà uno spartiacque sostanziale. Il plot rivela, in un secondo momento, livelli narrativi reconditi, come la descrizione del lato grottesco di una società sull’orlo dell’anarchia; la presenza ingombrante della religione e della morale; il bisogno di stabilire un nuovo ordine sociale. E in tutti questi elementi vi è un solo, universale e costante valore che ha accompagnato l’uomo sin dalla sua ancestrale nascita: la violenza.

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