18 febbraio 2010

Tempesta al polo


Clive Cussler, Paul Kemprecos
Traduzione di Paola Mirizzi Zoppi
Longanesi
2008
TEA
2010

Prussia Orientale. Nel 1944, nell’ultima fase della seconda guerra mondiale, una Mercedes sta correndo per le strade innevate a poche miglia dai bombardamenti. A bordo ci sono due uomini uno dei quali è Lazlo Kovacs, uno scienziato ungherese che ha studiato un fenomeno elettromagnetico in grado di scatenare variazioni climatiche sconvolgenti: lo slittamento polare. Lo scienziato è braccato sia dai nazisti sia dai russi: i suoi teoremi potrebbero far pendere l’ago della bilancia a favore di una delle potenze belligeranti. Ma dopo un viaggio sulla nave Wilhelm Gustloff, il professor Kovacs sparisce insieme ai suoi teoremi… Nei nostri giorni la Southern Belle, una nave gigantesca, viene affondata da una serie di onde anomale alte più di venti metri. Un anno dopo Kurt Austin e Joe Zavala vengono chiamati per partecipare all’operazione di recupero della nave. Entrambi fanno parte della squadra Missioni Speciali della NUMA, la National Underwater and Marine Agency. Durante l’operazione Kurt e Joe scoprono che un gruppo di anarchici è venuto in possesso dei teoremi di Kovacs e vuole sfruttarli per scatenare una serie di cataclismi al fine di mettere in ginocchio l’intera economia mondiale. Intanto pare che l’unica persona a conoscere il rimedio al flusso elettromagnetico sia Karla Janos, una scienziata che studia l’estinzione del mammut lanoso e nipote del professor Kovacs. La donna, oltre a non sapere nulla dei teoremi del nonno, non sa nemmeno che la sua vita è in pericolo…
Quando ci si appresta a leggere un libro di Clive Cussler, ci si aspetta sempre la solita dose di avventura e di adrenalina. E neanche questa volta lo scrittore dell’Illinois si smentisce. Tempesta al Polo è il sesto appuntamento della saga dei “NUMA Files”, che vede protagonista Kurt Austin e il suo fido collaboratore Joe Zavala, come fido collaboratore si dimostra Paul Kemprecos, co-autore di tutti i romanzi della serie. La NUMA non è solo frutto dell’immaginazione di Cussler, ma è una reale società no profit che si occupa del recupero di relitti marini, fondata nel 1978 dallo stesso scrittore, che ci offre uno dei migliori romanzi della serie. Si alternano con abilità le trattazioni tecnico-scientifiche - tipiche dei romanzi di Cussler - all’azione pura, rendendo il plot molto lineare ed equilibrato rispetto alla serie degli “Oregon Files”, più improntati all’azione. I protagonisti Kurt e Joe si trovano davanti un intrigo che potrebbe segnare per sempre le sorti della Terra e il loro approccio non è quello solito, superomistico, che ci si aspetterebbe in un romanzo d’avventura, ma hanno bisogno dell’aiuto di una serie di personaggi, ognuno con le competenze utili alla causa. Con una formula ormai nota ai lettori, quella di partire da un evento storico per poi spostare la narrazione nel presente, Cussler sforna ogni anno una serie di romanzi che lasciano sempre senza fiato e coinvolgono totalmente chi li legge, facendo raggiungere posti che mai si riuscirebbe a visitare e vivere storie delle quali mai si potrebbe essere protagonisti.

15 febbraio 2010

Intervista a Lijia Zhang



Lijia si trova a Roma per un tour di presentazioni in libreria. Indossa il classico vestito cinese di raso dai colori sgargianti e sfoggia un sorriso timido e allo stesso tempo coinvolgente. Il sorriso di chi sa di aver tagliato il suo personale traguardo dopo una lunga e dolorosa salita. La sua vita sembra una favola, quella di una rana che, grazie alla sua volontà, è riuscita ad uscir fuori dal pozzo: quello della fabbrica in cui era costretta a lavorare quando era poco più di una bambina. L’ho avvicinata per scambiare quattro chiacchiere con lei e scoprire cosa pensa un’autrice che ha vissuto e vive in una società dai canoni completamente diversi rispetto alla nostra.

In Socialismo è grande! la tua autobiografia, ripercorri eventi traumatici come l’aborto, le coercizioni all’interno della fabbrica o il suicidio di tuo nonno. La scrittura ti è servita a scacciare via i tuoi demoni, come in una sorta di auto-analisi psicologica?

Certamente sì. La scrittura mi è servita molto e credo che serva molto, sia nei momenti felici, sia in quelli meno felici. Ho passato momenti bui, momenti in cui ho pianto molto, come ad esempio quando mio marito mi ha lasciato. La scrittura mi ha permesso di espandere la mia esperienza drammatica e superarla.

Tu racconti una Cina arretrata ed anti-occidentale. Credi che il tuo Paese si sia evoluto e sia uscito dalla situazione in cui si trovava?

La Cina è stata protagonista di una rapida espansione, soprattutto economica. Questo ha fatto sì che si rivolgesse l’attenzione solo all’economia, tralasciando valori fondamentali come la democrazia e la salvaguardia dei diritti umani. Ad un certo punto l’espansione economica rallenterà il ritmo e si potrà porre più attenzione a questi valori che mancano. Sono ottimista in questo senso e con il mio libro sto cercando di dare un volto umano al mio Paese.

Come puoi descrivere la situazione editoriale del tuo paese?

Dal punto di vista editoriale siamo ancora molto arretrati. In Cina vige ancora una forte censura, infatti il mio libro non è stato pubblicato. Gli unici bestseller sono i manuali per diventare milionario o per trovare un marito ricco. Ecco, io vedo la Cina come una gabbia in cui ora si sta un po’ più larghi. Ma sempre una gabbia.

Tu scrivi per testate straniere e sei molto vicina al mondo occidentale. Però vivi a Pechino. Ti senti legata alle tradizioni del tuo paese?

Mi trovo sulla linea di confine tra tradizione e rinnovamento. Mia madre è disperata perché da quando ho divorziato da mio marito non mi sono più risposata. La tradizione cinese, infatti, vuole che una donna sia accompagnata necessariamente da un marito.

Cosa rappresenta per te il Socialismo oggi?

Il Socialismo è un ideale molto bello, nobile. Ma rimane solo un ideale utopico, perché in nessun paese è stata adottata una forma di Socialismo che salvaguardasse gli interessi e i bisogni della popolazione. Nei sistemi socialisti, degenerati in sistemi comunisti, vi è sempre stata una netta differenza tra persone ricche e persone povere. E le persone ricche hanno sempre guardato ai propri interessi privati, non curandosi del fatto che i poveri morissero di fame.

Socialismo è grande!


Lijia Zhang
Traduzione di Simona Garavelli
Cooper
2009

Lijia vive a Nanchino, capitale della provincia dello Jiangsu, e proviene da una famiglia povera. Abita in una piccola casa con la nonna Nai, la madre e il fratello Xiaoshi. Il padre lavora in un’altra città e la sorella è fuori per studiare. A sedici anni Lijia è costretta ad abbandonare la scuola e prendere il posto della madre in fabbrica, per via del dinzghi, un provvedimento statale che permette ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto ai tempi previsti, solo se passano il lavoro ai figli. Piccola Zhang - è questo il nome con cui viene chiamata in fabbrica - entra a far parte di un universo che non le appartiene, quello della fabbrica statale Liming, che costruisce missili intercontinentali in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Un universo fatto di regole ferree, come il divieto per i maschi di portare i capelli lunghi o come l’obbligo per le donne di sottoporsi al controllo mensile della “polizia mestruale” affinché queste dimostrino di non essere rimaste incinta. Lijia si sente braccata come “una rana in un pozzo” e il suo unico desiderio è quello di fuggire dalla fabbrica e poter realizzare i suoi sogni. Capisce allora che il suo unico strumento di lotta è imparare l’Inglese…
Socialismo è grande! è il romanzo autobiografico della giornalista e scrittrice cinese Lijia Zhang. Il titolo fa riferimento a una canzone che si cantava in Cina il primo luglio, giorno dell’anniversario della fondazione del Partito Comunista di Mao Tse-Tung, avvenuta nel 1921. La narrazione parte dal 1980, anno in cui Lijia entra in fabbrica, e arriva fino ai giorni nostri, in cui l’operaia è diventata una scrittrice e ha realizzato i suoi sogni. In questo lasso di tempo vengono descritte le prime letture, i primi approcci con la letteratura inglese, i primi amori, le prime esperienze sessuali, i primi segni di ribellione al sistema. Attraverso una scrittura fluida, appassionata, divertente a tratti commovente la scrittrice affronta il viaggio della sua vita e allo stesso tempo ci offre un documento per analizzare le fasi della Cina post-Maoista, l’ascesa di Deng Xiaoping e la rapida decostruzione della figura di Mao, seguita dal tentativo di modernizzazione economica. Ma questo passaggio non ha migliorato le condizioni della popolazione e soprattutto non ha migliorato la condizione dei diritti umani e sociali, come dimostrano i fatti di Tiananmen del 1989, dove l’esercito sparò sugli studenti e sugli operai che contestavano il governo. Si scorgono quindi due livelli di analisi: quello della scrittura autobiografica e, soprattutto, quello dell’analisi sociale di un Paese, che avviene con gli occhi di chi ci sta dentro. Eravamo abituati, infatti, ai libri sulla Cina scritti dagli occidentali, come il nostro Federico Rampini, ma poche volte abbiamo avuto tra le mani un documento di tale portata, con una tale dose di realismo e libero dalle catene della censura, scritto da un’autrice cinese.

Una mente pericolosa


Patrick Senécal
Taduzione di Mara Dompè
Nord
2oo8

Montreal. Un poliziotto scende dalla sua auto di servizio, sfodera la pistola, mira e fa fuoco. Una strage; undici bambini che si preparavano ad andare in gita rimangono a terra senza vita. Qualche ora più tardi viene ricoverato nell’ospedale psichiatrico Sainte-Croix Thomas Roy, uno scrittore di romanzi horror famoso in tutto il mondo. Roy è in stato catatonico, non dice una parola e, soprattutto, ha tentato il suicidio cercando di gettarsi dalla finestra dopo essersi tranciato le dieci dita della mano con una taglierina da tavolo. La polizia trova a casa dello scrittore un quaderno in cui sono raccolti alcuni articoli di giornale che descrivono i crimini più sanguinosi ed efferati che sono avvenuti nella città canadese negli ultimi vent’anni. Inoltre il computer dello scrittore è acceso ed è fermo alla pagina settantatre di un nuovo romanzo, che narra le vicende di un poliziotto che impazzisce e compie una strage di alunni. Ad occuparsi di Roy è lo psichiatra Paul Lacasse, che vive una sorta di crisi esistenziale e soprattutto non crede più nel lavoro che fa. Lo aiuta la dottoressa Jeanne Marcoux, una giovane psichiatra incinta. I due scavano nel passato dello scrittore anche grazie all’aiuto di Claude Monette, un giornalista invadente che sta scrivendo un libro su Roy. Con le loro indagini, i tre scoprono qualcosa di veramente inquietante…
Quando si ha tra le mani un romanzo del genere ci si chiede se a scriverlo sia stata un’entità diabolica che abbia lo scopo di diffondere il Male sulla terra. Invece no. L’autore di Una mente pericolosa è Patrick Senécal, scrittore nato nel 1967 nelle fredde lande del Québec, che già a soli dieci anni scrisse il suo primo racconto. Questo thriller psicologico si nutre di Male. Racconta il Male. Lo declina nelle forme ancestrali che già da piccoli ci costringevano ad avere paura del buio. La narrazione viene condotta totalmente in prima persona, dal punto di vista dello psichiatra Paul Lacasse, e questo ci permette di avere un totale controllo della sua sfera psicologica ed emozionale, ma allo stesso tempo ci dà una visione relativa dei fatti che snodano la vicenda. Il lettore è chiamato, capitolo dopo capitolo, ad immergersi lentamente nella trama, in un ritmo decisamente ascensionale, per quel che riguarda la visione dei fatti; discensionale per quel che riguarda le emozioni, perché più si va avanti nella lettura, più si ha la sensazione di essere trascinati in un luogo fatto di sangue e terrore. Un luogo chiamato Inferno.

08 febbraio 2010

Diabolik - L'ora del castigo


Andrea Carlo Cappi
Alacràn
2009

Nel museo di Storia Naturale di Clerville viene esposto il meteorite di Hàshjéshjin, all’interno del quale troneggia il Cuore Nero, una pietra di color grigio scuro di circa tremila carati. Clerville è la città in cui vivono il criminale più pericoloso del mondo e la sua compagna: Diabolik ed Eva Kant. Il proprietario del meteorite è Fairbanks, un milionario che produce armi e vive a Square Mountain, la montagna sacra del popolo dei Vallejo, nella quale è installato un grande cervello elettronico che Fairbanks ha battezzato Hàshjeàltye, il “Dio Parlante” della mitologia delle tribù Vallejo, grazie al quale si può avere qualsiasi tipo d’informazione. Il fatto strano è che ad occuparsi della sicurezza e del controllo del meteorite non è la polizia di Clerville, guidata dall’ispettore Ginko, nemico storico di Diabolik, ma una società di sicurezza di proprietà di Fairbanks e guidata da Arno Maddox, vecchio compagno d’armi del milionario. Una notte Diabolik ed Eva Kant decidono di passare all’azione per rubare il meteorite e soprattutto il diamante, ma Ginko ha capito tutto e si aggira fuori dal museo, pronto ad intervenire. Qualcosa va storto sia per la coppia di ladri, sia per l’ispettore e pare che l’esposizione della grossa pietra nera altro non sia che un’esca per attirarli in una trappola. Qualcuno, infatti, vuole che essi vengano castigati…
Terzo appuntamento della serie con protagonista Diabolik, il ladro in calzamaglia creato nel lontano novembre del 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. Andrea Carlo Cappi è uno scrittore di romanzi thriller e d’avventura e la sua incursione nel mondo del fumetto lo ha già portato nelle lande misteriose del detective dell’impossibile Martin Mystère. L’autore milanese, fondatore della casa editrice Alacràn insieme allo scrittore Sandro Ossola, è l’unico che in Italia è autorizzato a scrivere romanzi su Diabolik. E non è poco. Ne L’ora del castigo il ladro di Clerville, cresciuto in un’isola di proprietà del magnate criminale King, è alle prese con un nemico davvero pericoloso e senza scrupoli e talmente potente da essere legato alle più alte sfere del governo. La trama è avvincente, piena di colpi di scena - in fondo cosa ci si può aspettare da Diabolik ? - e sicuramente questo romanzo, corredato dalle illustrazioni di Giuseppe Palumbo, è un tassello importante da aggiungere alla collezione degli appassionati dell’eroe che gira con una Jaguar E-Type del 1961. Ma non solo: è anche l’occasione per entrare nel mondo di uno dei personaggi più longevi del fumetto italiano.