22 luglio 2010

Quello che manca


Paolo De Lazzaro
Zero91
2010

Roma. Carlo Martini viene trovato morto nella sua concessionaria d’auto sulla via Tiburtina. È stato freddato con un colpo di fucile da caccia. L’omicidio non è da collegare ad una rapina finita male, perché alla vittima non è stato portato via nulla. Quando il corpo viene ritrovato giungono sul posto il tenente dei Carabinieri Saverio Catalano e il maresciallo Riccardo Zanetti. Il sostituto procuratore Sergio Baratto, antipatico fino al midollo e uomo dall’ego smisurato, trova immediatamente il colpevole: Marcello Gallinari, vicino di casa della vittima e conduttore di una trasmissione radiofonica che parla solo ed esclusivamente della squadra di calcio della Roma. Il caso è chiuso. Non la pensa allo stesso modo il maresciallo Zanetti, il quale inizia un’indagine privata e non autorizzata con l’aiuto della sua compagna e collega, il carabiniere scelto Cristina Orlandini. Riccardo ha un solo scopo: conoscere la verità e riportarla a galla. Fa parte del suo essere, per questo da bambino voleva fare prima l’archeologo e poi il giornalista di cronaca. Persino un carabiniere può giungere alla verità delle cose, anche se il prezzo da pagare è molto alto…
Romanzo d’esordio per il romano Paolo De Lazzaro, noto soprattutto per aver pubblicato diversi racconti sul mondo del calcio con lo pseudonimo Kammamuri. Quello che manca è un viaggio nel passato di Riccardo Zanetti, carabiniere atipico, il quale racconta in prima persona le vicende legate ad un caso di cronaca nera. Al piano strettamente narrativo, al quale corrisponde una narrazione al passato, si alterna un piano di analisi del presente, in cui lo stesso protagonista fa i conti con la sua condizione attuale, regalandoci pagine di infinita malinconia e piene di una nera consapevolezza sull’ineluttabilità del destino, accompagnate da una colonna sonora che si nutre soprattutto di jazz. In questa struttura binaria l’autore trova il tempo di descrivere le mille facce di Roma, una città costretta col passare degli anni ad indossare la maschera della metropoli pur rimanendo salda alle proprie tradizioni e fa da cicerone in un viaggio per i luoghi della Capitale. C’imbattiamo così nella caotica e piena di semafori via Tuscolana, nella ormai industrializzata via Tiburtina, nella borghese zona di Corso Trieste, nella sempiterna via Nomentana passando da piazza Bologna, il tutto circondato dall’ormai fondamentale e intasato Raccordo Anulare. Un romanzo che racconta la quotidianità, fatta dei rumori della strada, dei silenzi domenicali, di quelle piccole cose alle quali siamo abituati e aggiunge un tocco di poesia quando getta lo sguardo all’interno, nell’io del protagonista che non riesce a trovare se stesso, nella perenne sensazione di non essere compreso. Solo una formula matematica lo può aiutare a capirsi, a decifrare la realtà dalla quale è circondato: “Quello che c’era meno quello che c’è fa quello che manca; e quello che manca scava; scava e brucia”. La consapevolezza è raggiunta. Il prezzo è stato pagato.

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