05 aprile 2011
Nelle nebbie del Gambero d'Oro
Gianna Baltaro
Angolo Manzoni
2010
Torino, novembre 1933, pieno periodo fascista. Una diciassettenne, Marina Grossi, viene trovata morta nella cantina del suo palazzo, in via San Tommaso, nella Contrada del Gambero d’Oro, un quadrilatero delimitato da via XX Settembre, via San Francesco d’Assisi, via Pietro Micca e via Garibaldi. Sul luogo del delitto si trova Andrea Martini – ex commissario della Squadra Mobile che ha lasciato la polizia e si è trasferito nelle Langhe albesi per produrre vino – giunto a Torino per un congresso enologico, ospite della sorella. Quando incontra il commissario Vincenzo Piperno – l’attuale dirigente della Mobile – Martini gli chiede di partecipare alle indagini, in fondo non è la prima volta che aiuta la polizia e lui fa parte del quartiere... Gli interrogatori degli abitanti del palazzo non portano a nulla, fino quando uno di questi, il colonnello Dughera, un militare in pensione, viene avvelenato. Pare che sapesse qualcosa riguardo all’omicidio…
Nelle nebbie del Gambero d’Oro è la prima indagine del commissario Andrea Martini, personaggio nato dalla penna di Gianna Baltaro – scrittrice di romanzi polizieschi e giornalista di cronaca nera, scomparsa nel 2008 e definita “la Signora in giallo sotto la Mole” – e protagonista di una serie di diciotto romanzi. Siamo nel 1933, a Torino, città in cui risuonano le note di “Parlami d’amore Mariù” mentre i programmi musicali vengono trasmessi dall’EIAR. Siamo nel vivo del ventennio fascista, quando il codice Rocco aveva introdotto la pena di morte ed esisteva la tassa sul celibato; quando ai funerali venivano chiamate a partecipare, sotto compenso, delle giovani orfanelle, le ‘verdoline’, e la donna veniva ritenuta una poco di buono se non si sposava giovane o se fumava. Per questo Nelle nebbie del Gambero d’Oro diventa occasione per guardare con la lente d’ingrandimento un periodo non molto lontano, vissuto dai nostri stessi nonni e ci offre lo spaccato di una città fatta di botteghe e di caffè, di Monti di pietà e di gente che lotta dignitosamente per sopravvivere, mentre il regime, perseguendo il suo programma di grandi opere pubbliche, ha inaugurato il primo tratto della via Roma con i suoi pavimenti e portici di marmo. In questo scenario storico si colloca l’indagine di Martini e Piperno, tra deduzione e pranzi a base di salame crudo e buon vino mentre l’immancabile nebbia e la pioggia rendono il tutto più malinconico e, al contempo, magico. Una curiosità editoriale: Nelle nebbie del Gambero d’Oro è stato scritto nel 1994, stampato nel 2004 e ristampato nel 2010 in formato ‘Grandi caratteri – Corpo 16’ su carta avoriata, per soddisfare, come è scritto in quarta di copertina, il piacere di leggere senza fatica. Esperienza da provare.
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