05 marzo 2010

Dizionario atipico del giallo 2010


Maurizio Testa, Alessandra Buccheri, Claudia Catalli
Cooper
2010

La polemica che ha investito durante l’estate del 2009 Giorgio Faletti, sospettato di avere alle spalle un ghost-writer straniero a causa dell’abbondante numero di anglicismi presenti nel suo ultimo romanzo; la progressiva e massiccia presenza di scrittrici di gialli e noir nel panorama italiano; la crescita dei giallisti italiani rispetto a quelli stranieri; la definizione dei vari sottogeneri del giallo, dal noir al thriller, dall’hard-boiled al giallo storico; l’approfondimento del fenomeno Wu Ming e della New Italian Epic; “Parnassus-L’uomo che voleva ingannare il diavolo”, l’ultimo film che ha visto protagonista Heath Ledger, tragicamente ucciso da un cocktail di farmaci; “Bastardi senza gloria”, il film in cui Quentin Tarantino fa morire in un attentato rocambolesco un patetico Adolf Hitler; La danza del Gabbiano di Camilleri, l’unico romanzo in cui compare l’indicazione dell’età di Montalbano; il ritorno di John Grisham al medical thriller con Il ricatto, dopo le non esaltanti prove dello scrittore statunitense nelle lande dei generi limitrofi; le serie americane che hanno spopolato in tutto il globo: da “C.S.I” a “Criminal Minds”, da “Dead Zone” a “Ghost Whisperer”...
Questi e molti altri sono i tasselli che compongono il mosaico del Dizionario atipico del Giallo 2010, giunto alla seconda edizione dopo il volume del 2009. Gli autori sono tutti esperti del genere giallo: Maurizio Testa è uno dei fondatori del gruppo romano RGF (Roma Giallo Factory), è il fondatore della prima rivista italiana sul giallo, “Il Falcone Maltese”, e del primo annuario sul genere, il "Noirbook"; Alessandra Buccheri ha collaborato con la rivista fondata da Testa e con varie riviste di genere; Claudia Catalli collabora da anni con varie testate di critica cinematografica. Dalla A alla Z viene passato in rassegna tutto ciò che è accaduto nel mondo del giallo durante il 2009, o meglio, tutto ciò che ha attirato l’attenzione dei curatori, perché il DAG non ha la pretesa di essere un vero e proprio dizionario, ma un libro da leggere dall’inizio alla fine. In questo consiste la sua atipicità, e non solo. Il DAG oltrepassa i confini del giallo ed esplora tutto ciò che si avvicina al genere, come l’horror o il fantasy, analizzando proprio quella contaminazione di generi alla quale si è assistito negli ultimi anni. I temi trattati sono di cinque tipi: dalla letteratura al cinema, dalla televisione all’home-video, per chiudere con il web, il tutto condito da una serie di interviste ad autori, attori e registi. Il libro si chiude con due sezioni finali: la prima è la classifica dei migliori cento gialli secondo Julian Simmons e H.R.F. Keating; la seconda passa in rassegna alcuni anniversari che ricorrono nel 2009/2010, come i duecento anni dalla nascita di Edgar Allan Poe o i vent’anni dalla morte di Georges Simmenon. Attraverso un punto di vista molto personale sia nelle scelte del materiale sia nei commenti – non vi è traccia di riverenza alcuna nei confronti di nessuno ma il solo punto di vista degli autori- il DAG rappresenta davvero un ottimo strumento per orientarsi nell’ormai immenso mondo del giallo e nelle strade parallele che esso percorre. Un progetto davvero originale e ben riuscito.

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